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Come minare Bitcoin. Ma conviene farlo nel 2018?

Guida completa al mining dei Bitcoin, ovvero la procedura con la quale il BTC viene creato. La risposta alle domande più diffuse.

Minare significa generare criptovalute, ed è il modo più diffuso per guadagnare in bitcoin senza doverli acquistare direttamente.

Minare Bitcoin, come funziona

Più tecnicamente, il mining è un processo di brute forcing; come abbiamo accennato, procede per prove ed errori, cioè verifica di volta in volta tutte le soluzioni in teoria applicabili finché non viene generata quella effettivamente corretta.

Il computer su cui utilizziamo il programma di mining riceve l’header (i dati) del blocco che vogliamo chiudere. A questi dati viene aggiunto un numero, nonce, e viene calcolato l’hash doppio del tutto. Se l’hash è minore del target (l’obiettivo calcolato sul coefficiente di difficoltà) viene mandato al server per l’approvazione, in caso contrario la nonce viene aumentata di uno e si riavvia il controllo.

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Il protocollo di validazione viene ripetuto milioni di volte al secondo in base a quanti sono i MHash per secondo riportati dal programma di mining. In breve, maggiore è la difficoltà, minore è il target e maggiori saranno le prove necessarie per trovare il numero giusto.

Si tratta quindi di pura statistica, perché l’hashing può andare in porto al primo tentativo così come potrebbero servire delle ore; per questa ragione non possiamo neppure stabilire una media, che sarebbe pressoché inutile perché potremmo avere più o meno fortuna.

Per capire meglio questo processo facciamo un passo indietro.

Il sistema bitcoin memorizza le operazioni all’interno della blockchain, letteralmente catena di blocchi, dove si trovano tutte le transazioni; per aggiungere un blocco occorre che un elaboratore lo chiuda tramite un codice. Il codice è ovviamente matematico ed è dunque necessario un software, che procede per “trials and errors”, cioè per tentativi ed errori.

Lo scopo è quello di trovare una chiave di crittografia in grado di convalidare il nuovo pezzo della blockchain.

Una volta trovato il codice con il giusto algoritmo si viene ricompensati con una certa quantità di bitcoin, più le tasse delle transazioni, e il blocco viene aggiunto alla catena.

Ogni blocco contiene quindi le transazioni di un periodo x (nel caso di Bitcoin sono gli ultimi 10 minuti), e dunque un minatore non fa altro che convalidarle per renderle effettive: potremmo definirla una caccia al tesoro in cui il più veloce vince.

Il mining, come vedremo meglio, fa consumare ai server un’enorme quantità di energia elettrica, così che possiamo definirlo una sorta di ricompensa per il tempo e la potenza impiegati. In effetti molte grandi aziende specializzate nel minare bitcoin stanno trasferendosi nell’Europa dell’est, dove i costi della corrente sono nettamente inferiori.

Mining Bitcoin, il guadagno quant'è?

Bitcoin ha programmato il sistema di remunerazione da mining secondo una progressione geometrica che dimezza il premio ogni 4 anni. Da un’iniziale guadagno di 50 BTC per sblocco, si è passati a 25 nel 2012 e 12,5 nel 2016.

Da ciò ne consegue che più vengono aggiunti nuovi blocchi alla catena, meno risulta il valore della remunerazione prevista. Servono quindi hardware molto potenti, e possibilmente localizzati in aree in cui l’energia elettrica sia a basso costo (categoria in cui non rientra certamente l’Italia) per guadagnare dalle operazioni di mining.

Per questa ragione sono in netto aumento concentrazioni elaborative, chiamate mining farm, veri e propri macrogruppi di hardware che, insieme, ottengono un’elevata potenza di calcolo tale da rendere inutile l’attività di piccoli miners singoli.

Quanti Bitcoin si possono guadagnare in un giorno?

E' difficile dare una risposta precisa a questa domanda, in quanto tutto dipende dalla potenza di mining che si ha a disposizione.

Con servizi come HashFlare, comprando una potenza di mining di circa 0,5 TH/s (circa 80 $) , il guadagno annuo è di 160 $ circa (ovvero 0,45 centesimi di dollaro USD al giorno).

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Come minare Bitcoin

Da casa, da soli

Il primo dei tre metodi che esistono per minare bitcoin è quello di fare affidamento solo su se stessi e lavorare in autonomia.

Tuttavia è anche una prassi rischiosa e poco conveniente, perché se è vero che ogni 10 minuti vengono rilasciati circa 12,5 bitcoin corrispondenti alla convalida di un blocco, è anche vero che la concorrenza è altissima e spietata. Al tasso di cambio attuale infatti 12,5 bitcoin corrispondono ad oltre 100.000 euro, e non è difficile immaginare quanto questa somma possa far gola.

Se poi aggiungiamo i costi per hardware sufficientemente potenti per le operazioni di mining e quelli dell’energia elettrica, il pericolo concreto è quello di andare in perdita; senza contare la rivalità con le mining farm, verso cui sarebbe come andare in guerra disarmati.

In pool, cioè minare senza hardware

Per queste ragioni stanno sempre più prendendo piede le mining pool, gruppi di miners che riescono a raggiungere una notevole potenza di calcolo grazie alla somma di quelle individuali.

Si tratta di un sistema per minare bitcoin senza hardware, e se il proprio pool è sufficientemente ampio si raggiungono risultati in grado di rivaleggiare con le mining farm. Lavorare collettivamente, infatti, fa sì che gli algoritmi siano più facili da risolvere e di dimensioni minori, rendendo il processo più rapido e vantaggioso.

L’altro lato della medaglia presenta però due problemi. Per gareggiare al livello delle mining farm occorre che ciascuna macchina abbia un’ottima potenza, soprattutto a livello di scheda grafica, cosa che può richiedere investimenti anche di migliaia di euro. Il secondo riguarda l’attenzione da porre nella scelta della mining pool.

Parametri da tenere in considerazione sono il metodo di ricompensa (proportional, pay per share, score based o PPLNS), le commissioni per il mining e il prelievo, la frequenza con la quale si viene pagati e la stabilità.

In cloud

Il terzo modo è quello del cloud mining, il più semplice da usare e veloce (e anche in questo caso senza alcun hardware).

Mentre il mining tradizionale necessita di macchinari di nostra proprietà, che come abbiamo visto sono costosi di per sé e per l’energia che richiedono, il cloud mining prevede un sistema di mining online che consiste nel noleggio di server tramite contratti di varia durata e velocità.

Il servizio offerto dalle società che offrono i loro macchinari in “affitto” può essere pagato sia in BTC che con bonifico o corta di credito. Il vantaggio, oltre che il risparmio, è che i siti di cloud mining offrono vari tipo di hash rate, così che oltre ai bitcoin è possibile minare altre criptovalute.

In questo modo non si deve più stare attenti alla bolletta della corrente elettrica o a mantenere il computer acceso per giorni interi né ad acquistare una propria hash rate, ma tramite una quota fissa si riceverà la propria ricompensa man mano che cloud lavora per noi.

I migliori siti per il cloud mining

Anche nel caso dei cloud occorre prestare un po’ d’attenzione alla scelta. Frequenti sono infatti i casi di scam, ossia di truffa, da parte di chi dichiara di avere una certa quantità di calcolo da vendere ma sparisce dopo aver ricevuto i pagamenti.

Tra le piattaforme più affidabili e stabili consigliamo Genesis Mind, che consente di stipulare contratti sia illimitati che di un anno con profitto x11. Un’ottima soluzione è anche HashFlare, sito intuitivo e in italiano, ideale per i neofiti e per chi vuole iniziare ad investire somme modeste, ma anche per utenti più esperti che però non vogliono assumersi rischi. I contratti partono infatti da costi davvero esigui, ad esempio circa un euro per una potenza di calcolo di 10Gh/s.

HashFlare

Tra le pioniere non possiamo non menzionare CryptoMiningFarm; questa piattaforma permette di guadagnare da subito e con costanza, basta rimettere in circolo la metà del guadagno mensile (che può essere comunque prelevato ogni 30 giorni) con scadenza a sei mesi. In questo modo vedremo fruttare subito l’investimento e ottenere al contempo una rendita regolare.

Infine, suggeriamo anche Hashing24, simile ad HashFlare perché anche qui si investe in potenza di calcolo; i contratti partono da 100Gh per un costo non superiore di 20€. Il vantaggio è soprattutto per chi vuole vedere guadagni immediati, dal momento che la piattaforma consente prelievi quotidiani.

Minare bitcoin gratis

Esistono diversi siti internet che consentono di minare gratuitamente bitcoin. Per servizio gratuito intendiamo che la piattaforma non richiede pagamenti di alcun tipo, ma va tenuto in considerazione il costo della corrente elettrica, l’acquisto di un hash rate o di una GPU sufficientemente potente e, ovviamente, il tempo, poco quantificabile ma comunque prezioso.

Tra i siti più affidabili citiamo BitzFree che parte da 20Gh/s di potenza di calcolo; molto interessante è il sistema di velocità incrementale, che si ottiene anche gratuitamente convertendo i vari bonus che si ricevono ad ogni accesso.

MinerGate è invece un software da scaricare sulla propria macchina e basato sul multipool Il programma offre anche un digital wallet integrato e un sistema che rileva automaticamente la potenza di calcolo del computer; viene così scelta la criptovaluta più adatta e redditizia in base alle caratteristiche del nostro hardware.

Senza sperare di guadagnare cifre da capogiro si può provare anche a rivolgersi verso i faucet, letteralmente rubinetti sgocciolanti. In effetti si tratta di siti che erogano quantità minime di BTC (di solito non oltre il corrispettivo di un centesimo di euro al giorno) allo scopo di far conoscere la criptovaluta e i suoi meccanismi al numero più alto di utenti.

Per ottenere i propri frammenti di moneta di solito occorre risolvere semplici captcha, e una volta accumulato un gruzzolo minimo (in media circa 5.000 satoshi, cioè 5 centesimi di euro) lo si può ritirare nel proprio portafogli virtuale.

Il più famoso è FreeBitcoin, un sito che propone una sorta di lotteria ogni ora; in base al numero assegnato si possono guadagnare da 0.00000226 BTC ad un massimo di 0.22585089 BTC. Altri proventi sono elargiti affiliando altri utenti, e nello specifico si tratta di un guadagno del 50% sul premio base e del 25% rispetto all’interesse giornaliero.

Minare Bitcoin è legale?

Al momento non c'è alcuna legge che vieta il mining dei Bitcoin (o di altre criptovalute in Italia), per cui possiamo dire che è legale minare BTC.

A patto di avere la potenza di mining corretta, oppure di affidarsi ad un sistema di mining online, ecco che cercare di guadagnare bitcoin creandoli è un sistema perfettamente lecito.

Ultimo aggiornamento:

Autore: Gino Topini. Grande appassionato di criptovalute, ho partecipato come relatore al China Forex Expo 2017 e sono stato protagonista di un podcast sul sito canadese Desire To Trade. LinkedIn
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